La recente pandemia è stato certamente uno dei maggiori disastri degli ultimi anni, ma ha anche portato una nuova consapevolezza: TUTTE le aziende, indipendentemente da loro dimensione o settore, per rimanere competitive devono accelerare i processi di innovazione digitale. 

Questo, nonostante alcune sfide:

  • le nuove tecnologie introducono profondi cambiamenti nei rapporti con clienti, fornitori e partner
  • le competenze richieste stanno cambiando a una velocità superiore alla capacità di adattarsi e formarsi dei lavoratori.
 

Il quadro si complica ulteriormente se si aggiunge:

  • problemi post-covid
  • costi alle stelle di energia e materie prime
  • comportamenti dinamici di clienti e consumatori, e
  • un quadro normativo sempre più vincolato dalla riduzione o azzeramento delle emissioni nette di gas serra (Net Zero Emissions) e al principio di non arrecare danni all’ambiente (no-harm principle).
 

Di fronte a questa complessità è comprensibile che manager e imprenditori preferiscano concentrarsi sul risolvere un problema per volta e cercare di ripartire gli oneri di queste sfide tra più teams, separati e specializzati.

Parlando di transizioni GREEN e DIGITALE è però evidente che le nostre istituzioni riconoscono l’INTEGRAZIONE tra questi due settori come l’unico modo per risolvere le sfide globali indicate dalle Nazioni Unite (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile) e dall’UE (Obiettivi Net-Zero):

Prendere decisioni per la sostenibilità senza un approccio digitale (IoT, Analytics, Intelligenza Artificiale, ...) genererebbe impatti limitati e ritardati.

Viceversa digitalizzare senza considerare la sostenibilità di materie prime, catene di approvvigionamento o metodi di produzione ci porterebbe a esaurire le risorse ancora più velocemente di quanto è già in corso.

Quindi è importante che le aziende considerino Digitale e Green come due facce della stessa medaglia:

  • la transizione ECOLOGICA è come un faro che indica DIREZIONE e DECISIONI giuste da prendere per rimanere rilevanti sul mercato e, perché no, contribuire a salvare il nostro pianeta,
  • la transizione DIGITALE è il VEICOLO per arrivarci, fornendo strumenti e DATI necessari per monitorare MIGLIORAMENTI, modificare AZIONI e garantire RISULTATI.
 

Transizione Ecologica -> ZERO EMISSIONI è l’unico obiettivo senza rischi

Occorre sottolineare che il vero focus è “Zero Emissioni”, e non “Zero Emissioni Nette” e per fortuna la consapevolezza di questa importante differenza sta crescendo man mano che vengono definiti e finanziati progetti di transizione verde.

L’industria manifatturiera italiana è la seconda più grande d’Europa. Pertanto, le nostre aziende industriali (consumatori di energia) DEVONO definire una strategia a zero emissioni il prima possibile.

Accontentarsi solo di una strategia a zero emissioni nette (ovvero continuare a generare gas serra contando sulla compensazione realizzata da altri) viene già etichettato come “greenwashing”, e siamo solo all’inizio.

Le istituzioni responsabili del raggiungimento degli obiettivi di emissione potrebbero presto dover prendere decisioni difficili. Oltre ad accelerare la ricerca nel campo delle energie rinnovabili, i governi potrebbero dover limitare le strategie “net zero” ai soli settori e progetti inevitabili per garantire la transizione (ad es. la costruzione di nuovi impianti di generazione di energia rinnovabile, necessari per garantire al più presto l’accesso a questa forma di energia) e chiedere a tutti gli altri settori di perseguire solo strategie a “zero” emissioni, penalizzando chi esiterà a farlo.

Anche la concorrenza farà la sua parte: in breve tempo avremo sempre più esempi di aziende leader che dimostreranno quanto produrre a zero emissioni sia possibile. A seguire, la pressione sul resto del settore sarà sicuramente incessante!

In conclusione: considerare fin dall’inizio una strategia a Zero Emissioni è certamente l’opzione a lungo termine più conveniente da considerare e che garantirà alle aziende più tempo e chiarezza per adeguarsi.

Transizione Digitale -> i DATI ci aiuteranno ad avere successo!

I dati sono la nuova valuta della green e digital economy e questo valore lo stiamo creando già.

Dovremmo allora “re-investirlo” affinché generi ulteriore valore per noi:

  • le pubbliche amministrazioni e le istituzioni finanziarie chiedono già documentazione e “prove” del miglioramento continuo delle imprese in ambito sostenibilità e questo trend aumenterà
  • le aziende di tutto il mondo stanno già voltando le spalle a fornitori, clienti e partner commerciali che non sanno dimostrare governance e KPIs di sostenibilità in ogni fase del proprio processo produttivo e del ciclo di vita dei propri prodotti o processi (Life Cycle Assessment) basati su framework condivisi come linee guida ISO, direttive UE di valutazione dell’impronta ambientale (PEF), certificazioni di sostenibilità degli edifici (ad es. LEED), SDG delle Nazioni Unite.
  • i consumatori, prima di effettuare un acquisto, richiedono sempre più dati credibili, non solo per confrontare le differenze di prodotto, ma anche le differenze di impatto ambientale (carbon footprint).
 

Le buone notizie?

Possiamo farcela!

Basta solo mangiare l’elefante a piccoli pezzi (chiaramente è solo per dire!).

I processi complessi vanno affrontati passo dopo passo, e per fortuna i primi passi sono molto intuitivi e facili: accedere ai propri dati.

Alcuni dati sono già disponibili, ma magari ancora “bloccati” nei sistemi IT o nei nostri silos organizzativi. Altri dati invece, non sono ancora raccolti ma potrebbero esserlo molto facilmente e quasi a costo zero, grazie ad IoT e altri strumenti basati su cloud. 

Con fondamenta solide basate sulla consapevolezza quantitativa di ciò che avviene o facciamo, si potrà guidare il resto dei nostri processi e facilitare notevolmente la presa di decisioni.

Non viaggiamo da soli!

Tutti i settori e la maggior parte delle nazioni stanno attivamente cercando soluzioni a problemi simili (sostenibilità e cambiamento climatico).

Ciò creerà molte opportunità di benchmarking, collaborazione e risoluzione accelerata dei problemi, proprio come è successo con lo sviluppo di vaccini contro il Covid in meno di 1 anno.

Tuttavia, le aziende che non creeranno o forniranno una comprensione quantitativa e dettagliata dei propri processi (fornita da una digitalizzazione diffusa) avranno difficoltà a sfruttare le migliori opportunità.

Iniziare oggi è come mettersi al passo con una persona che corre. Farlo domani sarà come mettersi al passo con un treno ad alta velocità!

La transizione è FINANZIATA!

Nessun’altra transizione economica delle società è stata supportata tanto quanto le transizioni Green e Digital in Europa, con l’Italia come principale beneficiario.

Con incentivi a breve, medio e lungo termine per accelerare queste transizioni, inclusa la compensazione per l’abbandono di processi non sostenibili e la riqualificazione delle persone, l’unico rischio è solo NON essere abbastanza audaci!

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