La promessa della Trasformazione Digitale e dell’Internet delle Cose è migliorare ambiente in cui viviamo e qualità di vita: introdurre soluzioni e servizi che rendano le nostre abitazioni, uffici, quartieri e città più sicuri, salutari, efficienti e anche divertenti!
Ma la realizzazione di questa promessa su larga scala deve ancora arrivare.

La tecnologia c’è e spazi per migliorare la qualità di vita anche. Mancano invece nuove soluzioni e nuove filiere per dare risposte efficaci e in tempi brevi.

L’importanza della filiera IoT

Per un vendor tecnologico non è immediato decidere come posizionarsi per guidare questo cambiamento. Perché?
Perché le nuove soluzioni potrebbero:

  • essere in conflitto con l’attuale portfolio prodotti dell’azienda, o richiedere l’integrazione di nuovi prodotti e interfacce con quelli già esistenti
  • richiedere partnership con aziende che oggi sono concorrenti
  • bypassare canali di vendita attuali
  • necessitare competenze che l’azienda oggi non ha al proprio interno – per esempio la capacità di gestire/analizzare il cliente finale (B2B2C, non più solo B2B) o di gestire e sfruttare tutti i dati e le informazioni generati dalle nuove applicazioni (connettività, privacy, feedback utenti, servizi a valore aggiunto).

In questo momento i vendor stanno studiando il mercato e si “stanno studiando” a vicenda. Fare un passo falso potrebbe essere costoso – ma restare fermi potrebbe essere ancora peggio.
Dietro ogni soluzione c’è sempre una filiera che va dal fornitore di tecnologia all’utente finale, passando da chi fornisce connettività, servizi sui dati, integrazione, rivendita e supporto locale.

Perché allora non provare insieme a mettere in campo queste nuove soluzioni – condividendo opportunità, investimenti e limitando i rischi?

Il ruolo dell’utente finale

L’utente finale dovrebbe guidare questa rivoluzione, ma non è facile che comprenda da solo l’offerta disponibile e decida cosa comprare.
Un modo per risolvere questo problema riducendo la sensazione di “rischio” è certamente permettere l’acquisto di soluzioni come servizi (as-a-service) – magari rinnovabili su base mensile. In questo modo l’utente avrebbe modo di provare soluzioni nel proprio ambiente e fornire feedback prezioso e istantaneo alla filiera che è dietro quella soluzione. Con pochi cicli di test, veloci ed economici, fatti su un campione di utenti sarebbe possibile correggere dove serve soluzioni e modelli di business, per poi partire su più larga scala.

L’importanza dell’ecosistema

Come Daivai e attraverso l’iniziativa SmartHomeNow lanciata quest’anno abbiamo cominciato ad aggregare l’ecosistema di stakeholder necessari per promuovere e supportare nuove soluzioni per Smart Living a livello locale: service provider, system integrators, professionisti ed esperti digitali, poli di innovazione.

 

Questo processo continuerà nel 2017 e in parallelo coinvolgeremo fornitori chiave di tecnologie intorno a filiere e soluzioni da portare in campo in alcune località italiane, per testarle con il supporto dell’ecosistema locale.

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